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Archivi degli Architetti

 
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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • ARATA, Giulio Ulisse

    ARATA, Giulio Ulisse

    Architetto, restauratore, critico e studioso, fu tra i maggiori esponenti del rinnovamento dell'architettura nei primi decenni del secolo, nel periodo del neoeclettismo, del liberty declinante e della dibattuta questione di una via italiana verso l'architettura moderna. Nacque a Piacenza il 21 agosto 1881 da Giovanni, sacrestano della chiesa di Sant'Antonino, e da Angiolina Costa. Fu nella sua epoca architetto conosciuto e di successo la cui fama però non sopravvisse alla sua epoca. Frequentò la Scuola d'Ornato e Architettura a Piacenza diplomandosi nel 1899. Frequentò in seguito l'Accademia di Brera e si diplomerà architetto a Roma nell'Accademia delle Belle Arti con il professore Luigi Rosso. Per questo motivo non potrà firmare le sue prime opere fino a che i diplomati dell'Accademia non vennero accolti, senza esame di abilitazione, nell'Albo nazionale degli architetti. Fu supplente per un anno alla cattedra di Architettura dell'Accademia di Parma, ma rimase comunque sempre un architetto libero professionista. Subì influenze da Frank Lloyd Wright, Antonio Sant'Elia, Erich Mendelsohn e Antoni Gaudì.
  • ASTENGO, Giovanni

    ASTENGO, Giovanni

    Giovanni Astengo ricopre un ruolo di prima grandezza tra i protagonisti dell'urbanistica italiana del Novecento, in quanto figura di riferimento per la costruzione del sapere disciplinare. Progettista alla scala edilizia, urbana e territoriale, docente universitario e fondatore del primo corso di laurea in Urbanistica in Italia, studioso impegnato nella scrittura di testi di legge e nella tutela del territorio e del paesaggio, uomo politico e amministratore pubblico, direttore della più importante rivista di cultura urbanistica europea per quasi tre decenni. Tra questi diversi ruoli Giovanni Astengo riesce a costruire relazioni di spessore, dando corpo ad una figura di urbanista militante a tutto tondo, che non trova uguali nel panorama nazionale. Due possibili percorsi di lettura della sua opera sono dati dalla costante ricerca di elaborazione di un metodo scientifico per la costruzione del piano, aggiornato e riveduto nel tempo al mutare delle condizioni socio-economiche, culturali e territoriali di riferimento, e la capacità di costruire con alcuni specifici territori (il Piemonte, l'Umbria, la Toscana, ecc.) una relazione profonda, fatta di reiterato interesse di ricerca e redazione di piani e progetti alle diverse scale.
  • BACCIOCCHI, Mario

    BACCIOCCHI, Mario

    Architetto e urbanista nato in una casa di corso Garibaldi a Fiorenzuola d'Arda, al cui piano terreno lavorava come tipografo il padre Fiorenzo, conseguì il diploma all'Istituto tecnico "Romagnosi" di Piacenza e si laureò nel 1925 presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano dove era preside e professore Piero Portaluppi che, insieme con Muzio e Giò Ponti costituiva il gruppo lombardo di architetti impegnati nel rinnovamento dell'architettura italiana. Aprì i suoi primi studi professionali a Parma e a Salsomaggiore, cittadina dove era solito trascorrere i periodi di vacanza e dove vi firmò una delle sue prime opere, Poggio Diana. Nello stesso periodo progettò il restauro della Piazza Grande di Fiorenzuola, l'attuale piazza della Collegiata, inserendovi una serie di porticati sul lato nord, ma il progetto non fu mai realizzato. Nel 1930 si trasferì a Milano, città più consona alla sua ormai affermata professione, dove ebbe modo di progettare il grattacielo nell'attuale piazza della Repubblica alto 68 metri. Fu così definito "l'architetto dei grattacieli"; infatti, poco dopo ne realizzò un altro in corso Genova.
  • BALDESSARI, Luciano

    BALDESSARI, Luciano

    Luciano Baldessari compie la sua prima formazione nella Scuola Reale superiore elisabettina di Rovereto; è allievo di Luigi Comel, professore di Disegno a mano libera e di pittura. Partecipa nel 1913 al Circolo culturale futurista fondato dall'amico e maestro Fortunato Depero. Nel 1922 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Completa la sua formazione artistica a Berlino (1922-19226) - incontra gli architetti Mies van der Rohe, Walter Gropius, Hans Poelzig, Ernest Neufert - e a Parigi (1925), dove si dedica alla pittura. Rientrato a Milano prende parte attiva nel movimento per l'architettura razionale in Italia, realizando opere quali il Bar Craja (1930, con Figini e Pollini), il Palazzo per uffici Daf (1931-1932, con Figini e Pollini), il complesso industriale Italcima (1932-1939, con Gio Ponti), il Padiglione della stampa per la V Triennale di Milano (1933). Durante la guerra si trasferisce a New York (1940-1948) occupandosi di pittura e scenografia in contatto con i maggiori artisti dell'epoca (Léger, Calder, Ozenfant, ecc...).
  • BARTOLI, Giovanni Paolo

    BARTOLI, Giovanni Paolo

    Giovanni Paolo Bartoli, primo dei quattro figli di Gianni e Lina Fonda, nacque nel 1936 a Pola, dove il padre lavorava dal 1929. Nel 1940 la famiglia si trasferì a Trieste, dove Bartoli tuttora risiede. Laureato in Architettura a Venezia, iscritto all'ordine degli architetti della provincia di Trieste dal 1968, svolge attività tecnico-operativa dai primi anni Sessanta. Interessato all'urbanistica e alla progettazione, al recupero e restauro di edifici, al turismo nautico e congressuale, all'edilizia scolastico-assistenziale, opera sia nel settore privato sia in quello pubblico, concentrando la propria attività soprattutto sulla città di Trieste e sulle zone limitrofe. Nel 1981 ha realizzato il restauro della Stazione marittima, in seguito trasformata in Centro congressi (1984-1992). Nel corso della sua carriera professionale ha elaborato il piano dell'area dell'ex Ospedale psichiatrico provinciale di Trieste (1986) e il piano di recupero di Cittavecchia (1987); ha curato restauro di edifici come il faro Lanterna (1990-1992) e il Palazzo Revoltella (1989).
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