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LENCI, Sergio

 
 Sergio Lenci.

Sergio Lenci.

 
 

Napoli, 11 maggio 1927 - Roma, 20 marzo 2001

Sergio Lenci si laurea in Architettura nel 1950 presso l'Università di Roma "La Sapienza", dove avvia la carriera accademica, partecipando al dibattito architettonico con un impegno che la violenza ideologica colpirà con l'attentato terrorista del 2 marzo 1980.
Negli stessi anni collabora con Ridolfi e Quaroni al Quartiere INA-Casa Tiburtino a Roma, con Aymonino e Chiarini a S. Giovanni Teduccio a Napoli e Spine Bianche a Matera, sviluppando un proprio chiaro percorso metodologico rivolto ai contenuti propri del tema, del "progettare, progettando", come lo definisce.
Durante tutta la sua carriera di architetto e urbanista, si dedica prevalentemente alla progettazione di opere pubbliche spesso al servizio delle istituzioni.
Nel Carcere di Rebibbia a Roma come nei successivi progetti di edilizia penitenziaria, persegue il miglioramento degli standard elaborando soluzioni di natura compositiva e tecnica che rispecchino-definiscano la dimensione umana da assegnare a ciascun intervento.
Progetta e realizza numerosi edifici scolastici, utilizzando il sistema di prefabbricazione messo a punto con l'impresa Leonori nel '66, dove il tema spaziale della continuità si ritrova sia nella concatenazione dinamica degli spazi interni delle scuole di Formello e Padova, sia nella spazialità esterna complessa di Chioggia.
La residenza collettiva è un ulteriore terreno di sperimentazione formale e tipologica negli interventi IACP a Tuscania, Rione Guasco S. Pietro di Ancona e nei concorsi di Secondigliano a Napoli e dello Zen a Palermo.
Continuità mediate e aperture percettive al contesto, scomposizione plastica della facciata, con ribaltamenti e rotazioni, scaturiscono direttamente dalle proiezioni planimetriche nel Palazzo di giustizia di Lecce, nella sede ITER a Lugo di Romagna, nel Centro Culturale "Garofano Rosso".
Nei concorsi parigini per la Defence, La Bastille e La Villette, il progetto da architettonico diviene urbano mediante la creazione di spazi di relazione che Lenci, per i parchi urbani, organizza intorno a un asse principale e ricuce ai margini col tessuto circostante.
Una ricerca di complessità compositiva che trova nelle strutture ospedaliere, e in particolare nel S. Carlo di Potenza, la sintesi tra le soluzioni del progetto architettonico e le esigenze urbanistiche e paesaggistiche dell'intervento.
In questa e altre opere realizzate con finanziamento pubblico, Sergio Lenci matura la convinzione del ruolo fondamentale che la committenza dovrebbe svolgere nel caratterizzare il progetto in base a esigenze non meramente finanziarie, ma anche funzionali e sociali, e che diventeranno i contenuti da esprimere attraverso le soluzioni del progetto di architettura.

 
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