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CANONICA, Luigi

 
 Ritratto Luigi Canonica di Andrea Appiani in Luigi Canonica, 1764-1844: architetto di utilità pubblica e privata, a cura di L. Tedeschi - F. Repishti, Mendrisio, Silvana Editoriale, 2011, p. 28

Ritratto Luigi Canonica di Andrea Appiani in Luigi Canonica, 1764-1844: architetto di utilità pubblica e privata, a cura di L. Tedeschi - F. Repishti, Mendrisio, Silvana Editoriale, 2011, p. 28

 
 

Roveredo Capriasca (Svizzera), 10 marzo 1764 - Milano, 7 febbraio 1844

Luigi Canonica nasce a Roveredo Capriasca, presso Lugano, il 10 marzo 1764. Intraprende lo studio delle lettere classiche a Milano probabilmente al Convitto Longone in via Fatebenefratelli e, in seguito, alle scuole barnabitiche Arcimbolde presso Sant'Alessandro. Studia quindi Architettura all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Piermarini, frequentando pure i corsi di Marcellino Segré, Martino Knoller, Giuliano Traballesi, Domenico Aspari, Giuseppe Franchi e Giocondo Albertolli, e dove, a soli diciannove anni, si aggiudica, con il progetto di una chiesa, il premio come miglior allievo del 1783. Nel 1786 viene assunto nella stessa istituzione come aiuto presso la cattedra di "Elementi di architettura", affidata a Leopoldo Pollack, nominato professore. Tra i primi lavori vi sono l'ampliamento della Chiesa di San Marcellino ad Imbersago, oltre alla sistemazione degli interni di Palazzo Orsini di Roma in via Borgonuovo. Appena giunti i Francesi a Milano il 14 maggio 1796, Canonica chiede e ottiene la carica di direttore generale della Illuminazione Pubblica e nel dicembre 1797 viene nominato "architetto nazionale", dirigendo il più importante ufficio pubblico cui un architetto possa aspirare. Gli incarichi che gli vengono affidati sono molteplici, esigendo una grande capacità organizzativa e amministrativa, oltreché progettuale e tecnica, e interessano soprattutto l'allestimento delle nuove feste civili e la conversione di edifici di proprietà ecclesiastica in costruzioni destinate agli uffici amministrativi del nuovo stato. Il 29 luglio 1802 gli viene affidata la Soprintendenza generale alle Fabbriche nazionali, un nuovo ufficio al quale è demandato il compito di sistemare, mantenere e gestire l'intero patrimonio edilizio dello Stato. Con l'istituzione del Regno d'Italia (1805), nell'ambito delle sue numerose incombenze viene così incaricato di progettare la coreografia delle manifestazioni pubbliche e l'allestimento degli apparati in Duomo per la cerimonia d'incoronazione di Napoleone a re d'Italia il 26 maggio 1805. Nel luglio dello stesso anno viene nominato "architetto reale", continuando ad occuparsi delle numerose feste pubbliche e dell'adattamento a nuovi usi e dell'arredo di edifici pubblici e delle residenze reali e vicereali: fra gli altri i palazzi Litta, del Senato, Reale, la villa Belgioioso e le residenze dei reali in Veneto (Palazzo Reale a Venezia e Strà). È, infatti, incaricato di ampliare l'ex Collegio Elvetico, destinato a Palazzo del Senato, con un progetto realizzato soltanto in parte, e Palazzo Reale, di cui studia l'espansione verso via Larga. In alternativa al progetto presentato da Antolini per Foro Bonaparte presenta una prima proposta nel 1800 per la "Città Buonaparte" che prevede di estendere l'abitato sulle aree libere presso il Castello. Abbandonato il progetto Antolini sono approvate le sue proposte (1803, 1805 e 1807) che comprendono anche la costruzione dell'Arena (1803-1827); Canonica si occupa in seguito del Foro Bonaparte sotto ogni aspetto progettuale, amministrativo ed esecutivo. Nel ruolo di Architetto Reale, su desiderio di Eugenio di Beauharnais, dal 1805 si dedica al disegno e alla sistemazione del Parco Reale di Monza e degli edifici e ville ivi contenute (1805-1819). L'architettura dei giardini lo interessa in più occasioni: svolge questi lavori per una committenza pubblica, come per l'orto botanico di Pavia o i giardini pubblici di Milano, o privati, come i Perego e i Cicogna a Milano e i Vertova a Seriate. Canonica è autore inoltre di numerose costruzioni teatrali, sia a Milano che in territorio lombardo, per le quali si rifà sempre all'impianto di scuola piermariniana. Suoi sono il teatro Carcano a Milano (1803), distrutto nel corso dell'Ottocento, il teatro della Concordia a Cremona (1808), il teatro Grande a Brescia (1811), progettato con L. Donegani, e il teatro Re (1813) di Milano, anch'esso distrutto; amplia inoltre il proscenio e i servizi del Teatro alla Scala di Milano (1914) e, dopo avere abbandonato l'incarico di architetto di Stato, edifica i teatri di Sondrio e Mantova (1824 e 1822). Con il rientro degli austriaci, nominato "Architetto dei R.I. Fabbricati" nel 1814, continua a lavorare nella pubblica amministrazione con un incarico che si riduce, in realtà, a seguire le necessità di Palazzo Reale a Milano e del Parco e della Villa a Monza. Può però contare su una ricca committenza privata, costituita soprattutto dalle principali famiglie aristocratiche milanesi, come i Porro Lambertenghi, gli Archinto, i Brentani-Greppi, gli Anguissola-Traversi, per le quali edifica, durante gli anni della Restaurazione, case di villeggiatura e palazzi di città. Oltre alla progettazione di edifici per il teatro, di quel periodo sono diverse le opere commissionate dal clero, come l'arretramento della facciata di Santa Maria presso San Celso, a Milano, la sistemazione dell'aula di San Giorgio al Palazzo, o ancora, la realizzazione della facciata della chiesa del Crocifisso a Como. Si dedica anche a opere di minore entità, come altari e pulpiti: a Milano, l'altare di Santa Maria presso San Celso e il pulpito per Santa Maria alla Porta; a Tesserete, cittadina che gli dà i natali, l'altare della chiesa parrocchiale. È un architetto "a tutto tondo", impegnato su più fronti, dall'architettura all'urbanistica, dall'arredo urbano all'architettura dei giardini e degli interni. È membro della Commissione d'ornato a partire dalla sua istituzione nel 1807 e, nel 1810, viene insignito del titolo di cavaliere della Corona ferrea. Muore nella sua casa in via Sant'Agnese, a Milano, il 7 febbraio 1844, celibe e privo di eredi.

 

Bibliografia
Luigi Canonica (1764-1844). Architetto di utilità pubblica e privata,a cura di L. Tedeschi - F. Repishti, Mendrisio Academy Press, Mendrisio, 2011.