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Archivi degli Architetti

 
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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • ZAMMATTIO, Giacomo

    ZAMMATTIO, Giacomo

    Indirizzato dalla famiglia, Giacomo Zammattìo frequenta il Ginnasio tedesco a Trieste e segue un corso serale di disegno. L'interesse per l'architettura lo porta a studiare al Politecnico di Vienna, dove entra in contatto con Enrico Nordio, in quel periodo vicino a Friedrich von Schmidt (1825-1891), e dove segue le lezioni sul recupero dello stile rinascimentale italiano di Heinrich von Ferstel (1828-1883). Rientrato a Trieste lavora inizialmente come capo cantiere, impegnandosi anche nella vita culturale della città: è uno dei fondatori del Circolo artistico triestino e suo primo segretario. Nel primo progetto rilevante, la casa in via Battisti 35 (1881), viene proposta in facciata una ripresa del gusto neoclassico, gusto che verrà successivamente abbandonato in favore di una chiara adesione a diversi stili storici, con predilezione per le declinazioni neorinascimentali, cinquecentesche e seicentesche italiane.
  • ZANUSO, Marco

    ZANUSO, Marco

    Marco Zanuso nasce il 14 maggio 1916 a Milano, dove si laurea in Architettura nel 1939. Durante gli studi universitari viene segnalato al concorso per la sistemazione di piazza del Duomo a Milano (1938, con Gianni Albricci, Alberto Magnaghi, Mario Terzaghi, Pier Italo Trolli) e si aggiudica il primo premio al concorso per i Littoriali dell'architettura con il progetto di un rifugio alpino in Val Malenco (1938, con Gianni Albricci). Il suo lungo itinerario professionale, che ha inizio soltanto al termine del conflitto, lo vede spaziare senza preclusioni di scala dal disegno del prodotto industriale all'architettura e alla progettazione territoriale. Diverrà presto, come ricorda Guido Canella, "il più problematico tra gli architetti italiani e il più tipico rappresentante di quella generazione 'di mezzo' venuta alla ribalta nell'immediato dopoguerra".
  • ZEVI, Bruno

    ZEVI, Bruno

    Bruno Zevi nasce a Roma nel 1918. Frequenta il liceo "Tasso" e diventa amico fraterno di Mario Alicata e Paolo Alatri. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di Architettura. A seguito delle leggi razziali, lascia l'Italia nel 1939 per recarsi prima a Londra e poi negli Stati Uniti. Qui si laurea presso la Graduate School of Design della Harvard University, diretta da Walter Gropius, e scopre Frank Lloyd Wright, della cui predicazione a favore di un'architettura organica rimarrà acceso sostenitore per tutta la vita. A New York, affiancato da Aldo Garosci, Enzo Tagliacozzo, Renato Poggioli e Mario Salvadori, dirige i «Quaderni italiani» del movimento Giustizia e Libertà.