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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • CALANDRA, Roberto

    CALANDRA, Roberto

    Figlio di Enrico, architetto, storico dell'architettura e docente di grande spessore, Roberto si laurea in Architettura nel 1937 presso la Scuola superiore di Architettura di Roma. Nel 1939 consegue il Master of Science in Architecture presso la Columbia University di New York e progetta il padiglione italiano per l'Expo mondiale del 1939 della città statunitense, dedicandosi allo studio delle opere di Frank Lloyd Wright, Richard Neutra e Rudolf Schindler, alcune delle quali avrà anche modo di visitare. Dal 1940 è impegnato in guerra e, dal 1943 al 1945, è internato dai tedeschi nei campi di concentramento in Polonia e Germania. La sua attività progettuale si colloca quindi, quasi per intero, nel dopoguerra: partecipa in gruppo ai concorsi per il Lido di Venezia (1946), per il Piano regolatore generale di Enna (1946), per la sistemazione della Fiera di Messina (1947), occupandosi della ricostruzione con numerosi progetti di edilizia residenziale pubblica e privata, restauri architettonici e piani urbanistici.
  • CALDERINI, Guglielmo

    CALDERINI, Guglielmo

    Guglielmo Calderini fu una delle personalità di maggior rilievo nel campo dell'architettura italiana del secolo XIX. Nacque a Perugia nel 1837. Nella città natale compì i primi studi; poi frequentò l'università, prima a Torino e dopo a Roma, dove ottenne il diploma di Ingegnere architetto. Ricoprì numerosi incarichi negli uffici del genio civile, nella Soprintendenza ai monumenti del Lazio e nella direzione dei lavori alla Basilica ostiense in Roma. Fu docente di architettura presso l'Accademia di belle arti "Pietro Vannucci" di Perugia dal 1868 al 1882, poi negli atenei di Pisa e di Roma e presso la Scuola di applicazione per ingegneri in Roma. Partecipò con successo a molteplici concorsi pubblici, tra i quali si ricordano quello di secondo grado per la facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze (1864), per il Collegio di Nocera Umbra e per la facciata del Duomo di Savona (1879), per il Palazzo delle Belle arti a Torino (1880), per il Palazzo comunale di Messina (1910) e molti altri che rimasero solo sulla carta.
  • CALZA BINI, Giorgio

    CALZA BINI, Giorgio

    Figlio di Alberto, architetto, urbanista, docente, pittore e uomo politico. Si laurea nel 1933 presso la Scuola di Architettura di Roma, con una tesi dal titolo "Progetto per un Centro amministrativo di Rieti", conseguendo il premio "Valadier" per la miglior votazione riportata in quell'anno accademico. Nel medesimo anno si abilita all'esercizio della professione presso il Politecnico di Milano. Contemporaneamente all'attività professionale ha svolto un'intensa attività didattica: nel 1934 è nominato assistente volontario presso la Cattedra di Caratteri distributivi degli edifici della Facoltà di Architettura dì Roma; nel 1941 ottiene la libera docenza in urbanistica sempre presso la Facoltà di Architettura dì Roma, e, dal 1952, è professore incaricato per la Cattedra di Tecnica Urbanistica presso la medesima Facoltà. Dal 1947 al 1952 lavora come collaboratore associato presso lo studio dell'architetto Marcello Piacentini, dal 1951 al 1955 è direttore dei servizi Architettura e urbanistica dell'Ente EUR.
  • CANCELLOTTI, Gino

    CANCELLOTTI, Gino

    Si laurea architetto civile alla Regia Scuola superiore di architettura di Roma nel 1924. Membro del Gruppo urbanisti romani (Gur) fin dal 1927, aderisce nel 1928 al Movimento italiano per l'architettura razionale (Miar), partecipando alla prima e alla seconda Esposizione italiana di architettura razionale, a Roma e a Firenze. Negli anni Trenta, partecipa ai numerosi concorsi che caratterizzarono la vita professionale degli architetti attivi. È del 1930 il secondo premio al concorso per le case popolari modello al quartiere della Garbatella di Roma. Con Montuori, Piccinato e Scalpelli, vince numerosi concorsi di urbanistica: dal Piano regolatore generale di Foggia, nel 1928, al Piano regolatore generale di Sabaudia, nel 1933, fino alla realizzazione degli edifici pubblici del centro e del primo nucleo di abitazioni della cittadina pontina. Nel 1935 ottiene un ex aequo nel concorso per l'Auditorium a Roma, previsto dal bando nell'area della "passeggiata archeologica".
  • CANONICA, Luigi

    CANONICA, Luigi

    Luigi Canonica nasce a Roveredo Capriasca, presso Lugano, il 10 marzo 1764. Intraprende lo studio delle lettere classiche a Milano probabilmente al Convitto Longone in via Fatebenefratelli e, in seguito, alle scuole barnabitiche Arcimbolde presso Sant'Alessandro. Studia quindi Architettura all'Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Giuseppe Piermarini, frequentando pure i corsi di Marcellino Segré, Martino Knoller, Giuliano Traballesi, Domenico Aspari, Giuseppe Franchi e Giocondo Albertolli, e dove, a soli diciannove anni, si aggiudica, con il progetto di una chiesa, il premio come miglior allievo del 1783. Nel 1786 viene assunto nella stessa istituzione come aiuto presso la cattedra di "Elementi di architettura", affidata a Leopoldo Pollack, nominato professore.
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