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Archivi degli Architetti

 
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Le biografie si articolano in due pagine. Nella prima è presente il profilo biografico dell'architetto e una bibliografia essenziale. Nella seconda pagina compare invece l'elenco dei progetti principali del biografato e, in particolare, sono evidenziati quelli corredati da una scheda con relative immagini, le quali, quindi, possono essere visualizzate. Per reperire le biografie degli architetti associati a studi di architettura, consultare l'elenco alfabetico sotto la lettera S.

 
 
  • SESTINI, Valerio

    SESTINI, Valerio

    Valerio Sestini si laurea presso la facoltà di Architettura dell'Università degli studi di Firenze nell'anno accademico 1964-1965 con Domenico Cardini, e per vari anni è allievo interno all'Istituto di Elementi di architettura e rilievo dei monumenti diretto da Italo Gamberini. Dopo la laurea vince una borsa di studio per una ricerca sulle costruzioni in acciaio e consegue un diploma sui ponti in acciaio; inizia in questa occasione la lunga collaborazione con Leonardo Lusanna. Dal 1971 al 1981 è professore incaricato per l'insegnamento di Tecnologia delle costruzioni e nel 1982 professore associato di Tecnologia dell'architettura.
  • SEVERINI, Federigo

    SEVERINI, Federigo

    Figura eclettica di architetto, ingegnere, accademico, designer, oltre che pittore, è tra gli autori che maggiormente hanno inciso nello scenario architettonico e urbanistico a Pisa nella prima metà del Novecento. Iniziati i suoi studi a Pisa, consegue il diploma in Ingegneria civile all'Università di Roma. Dal 1913 al 1919 è assistente volontario di Vincenzo Pilotti presso la cattedra di Architettura pratica dell'Università di Pisa. Ai primi incarichi per privati, villini, alberghi e negozi, di cui spesso disegna anche l'arredamento, seguono commissioni pubbliche in Pisa, come il Palazzo delle Poste e Telegrafi (1924-1929), che diverranno sempre più numerose, fino ai lavori per il Palazzo della Provincia (1933-1936) e per l'Università.
  • SOMAZZI, Ezio

    SOMAZZI, Ezio

    Terzo figlio di Gaudenzio Somazzi, Ezio compie gli studi di architettura all'Accademia di Brera a Milano. E' attivo soprattutto nel capoluogo lombardo, dove ha una sua produzione che presenta caratteristiche formali analoghe alle opere luganesi del fratello con il quale collabora attivamente alla realizzazione del Grand Hotel di Rimini. Nel 1914, dopo la morte del fratello Paolito, assume la responsabilità dello studio luganese, ma da quell'anno gli incarichi diminuiscono sensibilmente; oltre alla generalizzata recessione economica ticinese provocata dallo scoppio della guerra in Europa, e alla conseguente crisi dell'industria turistica, molti committenti di Paolito si appoggiano infatti all'ex collaboratore Arnoldo Ziegler.
  • SOMAZZI, Paolito

    SOMAZZI, Paolito

    Paolito Somazzi nasce il 4 luglio 1873 a Montevideo, dove il padre Gaudenzio, nato nel 1845 a Barbengo e residente nella capitale dell'Uruguay è attivo come costruttore. Gaudenzio Somazzi rientra in Svizzera prima del 1879, anno in cui a Barbengo nasce il terzo figlio Ezio, si stabilisce a Lugano in viale Stefano Franscini, e apre un'impresa di costruzioni. Paolito studia alla Scuola Tecnica di Winterthur dove ottiene il diploma di architetto. Lavora inizialmente nell'impresa paterna poi, dal 1898 firma i primi progetti da libero professionista. Da quella data sono documentati suoi numerosi lavori. A Lugano oltre ai diversi villini unifamiliari, ricostruisce case del centro storico come i due palazzi Grecchi Luvini Perseghini, e realizza residenze plurifamiliari. Costruisce tre case d'affitto nella sola via Lucchini, nuova strada residenziale commerciale aperta su iniziativa del Comune. Inoltre allestisce le sedi delle prime banche cittadine e progetta alcune industrie, come la Fabbrica del Cioccolatte a Besso.
  • SOTTSASS, Ettore sr

    SOTTSASS, Ettore sr

    Dopo studi compiuti in Trentino e in Tirolo, dal 1912 al 1914 si stabilisce a Vienna, frequentando i corsi alla Scuola di architettura dell'Accademia di belle arti, sotto la guida dell'architetto Ohmann. Al termine della Prima guerra mondiale rientra in Trentino. Nei primi anni Venti partecipa a concorsi promossi dalle amministrazioni civili per la ricostruzione postbellica e per i piccoli monumenti architettonici in onore dei caduti; aderisce al Circolo artistico tridentino e prende parte a varie esposizioni regionali. Intanto esordisce professionalmente con numerose realizzazioni per edifici pubblici come il palazzo per un Consorzio del pubblico impiego e quello commissionato dalla cooperativa "Giovanni Prati" a Trento, entrambi del 1922-1923, e l'edificio comunale di Varena (TN), del 1926, che rappresenta una delle opere più riuscite di Sottsass nel contesto locale.
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