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Torino, Chiesa parrocchiale di Gesù Nazareno, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1904-1928

 
 Giuseppe Gallo, disegno della sezione verticale nella croce, 1904.

Giuseppe Gallo, disegno della sezione verticale nella croce, 1904.

 
 

Autori: Giuseppe Gallo e Bartolomeo Gallo.

La prima iniziativa per la realizzazione della chiesa di Gesù Nazareno nasce a seguito della demolizione dell'antica chiesa di San Martiniano, vittima del «piccone inesorabile e benefico» degli sventramenti tardo ottocenteschi che investono la città antica. La volontà della Curia torinese conduce tuttavia alla scelta di rifondare la chiesa in una zona in pieno sviluppo, nei luoghi in cui «un quartiere nuovo di Torino sorge giorno per giorno, dove sino a poco fa erano prati, oltre a piazza Statuto, lungo la via di Francia». 

Il progetto viene assunto da Giuseppe Gallo in corso d'opera - quando già sono state gettate le fondazioni dell'edificio, che costituiscono dunque un iniziale vincolo alla progettazione - e si concretizza in un grande edificio neomedievale a tre navate.
La chiesa costituisce uno dei pochi casi nei quali Gallo sceglie di sviluppare riferimenti stilistici eteroctoni, estranei alla tradizione piemontese, lungo una linea non più percorsa dai tempi del concorso per la cattedrale di San Petronio. La facciata del nuovo edificio richiama gli stessi modelli toscani – peraltro a inizio Novecento alquanto datati - espressi alcuni decenni prima nell'ambito del concorso per la facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze; occasione che peraltro aveva visto, nella prima fase, l'affermarsi dell'allora giovane Carlo Ceppi. La facciata a salienti con rosone centrale e rose sopra i portali minori viene tuttavia resa più complessa da edicole con statue, cuspidi, colonnine in litocemento a correre a tutt'altezza lungo gli angoli e gli spigoli delle lesene, e viene aggiornata nel gusto con l'introduzione delle gallerie cieche dietro la quale occhieggiano finestre circolari. Soprattutto, in nessuno degli edifici precedenti di Gallo la facciata era stata così esplicitamente caratterizzata dall'esplosione di decori plastici, in aperto contrasto cromatico e materico con l’impianto in mattoni a vista.
La pietra fondamentale dell’e dificio viene posata il 24 novembre 1904 e la costruzione affidata all'impresa di Pier Vincenzo Bellia. L'inaugurazione ha luogo nove anni più tardi, il 24 maggio del 1913, allorché, tuttavia, resta ancora da completare la grande volta centrale. L'interno costituisce a tutt'oggi uno degli ambienti meglio conservati – e anche per questo più significativi – tra quelli progettati da Gallo: permangono in gran parte intatte anche le decorazioni murali, soprattutto quelle del presbiterio e della zona absidale, così come gli arredi e segnatamente il pulpito ligneo, che richiama quello realizzato per la chiesa di Santo Stefano Protomartire a Priocca. Con la parrocchia di Gesù Nazareno, Gallo torna a sperimentare alcuni temi progettuali abbandonati negli anni immediatamente precedenti: la chiarezza strutturale e visiva dell'impianto a pilastri polistili che sorregge le alte ogive richiama infatti le opere della seconda metà degli anni novanta; in particolare, la soluzione dei diaframmi posti a suddividere le navate, coronati da gallerie continue, cita direttamente l’analogo accorgimento che caratterizza la parrocchiale di Orbassano.
Così come in altri cantieri di questi anni, anche nel caso del Gesù Nazareno prendono parte alla costruzione molti degli artigiani che lavorano di consueto con Gallo. I dati archivistici, tuttavia, consentono di chiarire meglio la designazione delle maestranze più specializzate. La realizzazione dell'altare del Crocifisso, ad esempio, viene attribuita al laboratorio del marmista Albino Bosco solo dopo una consultazione a tre tra Giuseppe Gallo, Alessandro Arborio Mella e Crescentino Caselli, tutti membri del comitato esecutivo per la costruzione dell’edificio. Dallo scambio epistolare del luglio del 1917 emerge peraltro il rapporto di deferenza di Arborio Mella nei confronti di Gallo, e quello di familiarità di Caselli che, scrivendo allo stesso Mella, si dispiace, essendo fuori Torino, di «non avere ancora veduto i disegni del nuovo altare allestiti dal mio amico e collega carissimo l'ingegnere Giuseppe Gallo [ ... ] opera che farà nuova testimonianza del lungo studio e del grande amore che l’architetto Gallo ha dato anche al nostro Gesù Nazareno»>>.
 

Estratto da M. VOLPIANO, Giuseppe Gallo. L'Architettura sacra in Piemonte tra Ottocento e Novecento, Allemandi, Torino, 2002, pp. 119-120.

 

Archivio Giuseppe e Bartolomeo Gallo (1882-1967)
A. Arborio Mella, lettera del 24 luglio 1917, nella lettera è trascritta la missiva di Crescentino Caselli del 22 luglio 1917;
Disegni, fasc. 1, 2 disegni, 1904;
Progetti e cantieri, fasc.1, documentazione (articoli a stampa, lettere), 1904-1917;
Copialettere 1909-1919, fasc. 453, lettera del 31 luglio 1917; 
Registro 3, 1924-1928, lettere manoscritte di Giuseppe e Bartolomeo Gallo.                                                                        

Bibliografia
Per la nuova chiesa parrocchiale. Monumento-omaggio a Gesù Nazareno nel XX secolo, Torino, 1913, p.2..
Le fondamenta di una nuova chiesa, in <<La Stampa>>, 24 nov. 1904.