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Questa sezione mette in evidenza il ruolo centrale che riveste la documentazione progettuale, costituita da disegni, foto, plastici, documenti (relazioni, corrispondenza con i committenti, ecc.) per la ricostruzione dell'attività dei progettisti. Tale sezione è correlata alla sezione protagonisti - all'interno della quale ogni scheda biografica è corredata dell'elenco cronologico dei principali progetti - e alla galleria multimediale, che raccoglie le immagini presenti in tutto il portale. continua

 

Edifici per il culto (29 progetti)

  • Perugia, Cattedrale di San Lorenzo, completamento decorazione esterna, Guglielmo Calderini,1880

    Perugia, Cattedrale di San Lorenzo, completamento decorazione esterna, Guglielmo Calderini,1880

    Autore: Guglielmo Calderini. Calderini produsse autonomamente un progetto per il completamento delle facciate del duomo di Perugia. I due ampi disegni costituiscono la presentazione del progetto completo, cui si accompagna un esplicito rapporto scritto.
  • Torino, Chiesa e convento di San Bernardino da Siena, Giuseppe Gallo, 1891-1954

    Torino, Chiesa e convento di San Bernardino da Siena, Giuseppe Gallo, 1891-1954

    Autori: Giuseppe Gallo e Bartolomeo Gallo. A pochi minuti di strada dalla barriera di San Paolo, in un'area popolata soprattutto dagli operai che lavorano nelle vicine officine ferroviarie, Giuseppe Gallo realizza a partire dal 1891 la sua prima opera di rilievo: la chiesa costruita per i Minori francescani e intitolata a San Bernardino da Siena. Nell'aprile del 1891 il progetto è completato e l'appalto viene attribuito all'impresario Andrea Verna, che effettua un ribasso del 24 per cento sull'importo delle opere computato da Gallo. Il 13 aprile iniziano i lavori e il 28 giugno dello stesso anno viene posata la prima pietra. La benedizione della chiesa, che ne sancisce l'apertura al culto, è del 15 luglio 1893, alla presenza di monsignor Giovanni Battista Bertagna, vescovo di Cafarnao. I lavori, tuttavia, non sono ancora conclusi: nel 1896 il campanile (sul quale interviene nel 1899 l'impresa Culatti) non è terminato e mancano parte degli arredi, tra i quali gli stalli del coro.
  • Torino, Chiesa e casa parrocchiale della Santissima Annunziata, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1903-1954

    Torino, Chiesa e casa parrocchiale della Santissima Annunziata, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1903-1954

    Autori: Giuseppe Gallo e Bartolomeo Gallo. La nuova chiesa della Santissima Annunziata costituisce per molti aspetti il lavoro di maggiore impegno, prestigio e coinvolgimento pubblico affrontato da Giuseppe Gallo negli anni della maturità professionale. La chiesa sorge nel cuore barocco della città, sull'antica contrada di Po, asse rettore dell'ampliamento seicentesco realizzato su progetto dell'architetto ducale Amedeo di Castellamonte e viene edificata in sostituzione del preesistente edificio progettato alla fine degli anni quaranta del Seicento dall'architetto e ingegnere militare Carlo Morello, con successivi interventi, tra gli altri, di Bernardo Vittone (altare maggiore, 1743), Antonio Ignazio Giulio (cappella dell'Addolorata, 1773) e Francesco Martinez (facciata, 1776). L'esecuzione dell'opera è connessa con l'apertura di una nuova trasversale alla via Po, via Sant'Ottavio, realizzata nel 1926, dopo un lungo iter di dibattiti e discussioni intorno al nuovo assetto di questa parte di città. L'apertura della nuova via comporta infatti il sacrificio dell'edificio seicentesco e costituisce l'occasione per un ingrandimento imponente della chiesa parrocchiale, il cui progetto di ricostruzione viene definitivamente affidato a Giuseppe Gallo nel 1913.
  • Torino, Chiesa parrocchiale di Gesù Nazareno, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1904-1928

    Torino, Chiesa parrocchiale di Gesù Nazareno, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1904-1928

    Autori: Giuseppe Gallo e Bartolomeo Gallo. La prima iniziativa per la realizzazione della chiesa di Gesù Nazareno nasce a seguito della demolizione dell'antica chiesa di San Martiniano, vittima del «piccone inesorabile e benefico» degli sventramenti tardo ottocenteschi che investono la città antica. La volontà della Curia torinese conduce tuttavia alla scelta di rifondare la chiesa in una zona in pieno sviluppo, nei luoghi in cui «un quartiere nuovo di Torino sorge giorno per giorno, dove sino a poco fa erano prati, oltre a piazza Statuto, lungo la via di Francia».
  • Trieste, Tempio israelitico, Ruggero e Arduino Berlam, 1906-1912

    Trieste, Tempio israelitico, Ruggero e Arduino Berlam, 1906-1912

    Autore: Ruggero Berlam e Arduino Berlam. Il Tempio della comunità israelitica di Trieste, situato fra via San Francesco, via Donizetti e via Zanetti, è fra i più imponenti edifici di culto ebraici d'Europa. Nel 1903 fu bandito un primo concorso internazionale di idee ma nessuno dei 42 progetti presentati venne accolto. Nel 1906, grazie alle premure dell'ingegner Luzzatto, l'incarico fu affidato allo studio di Ruggero e Arduino Berlam.
  • Casale Monferrato (AL), Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1911-1927, 1934-1942, 1965

    Casale Monferrato (AL), Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, Giuseppe e Bartolomeo Gallo, 1911-1927, 1934-1942, 1965

    Autori: Giuseppe Gallo e Bartolomeo Gallo. A Casale Monferrato Gallo realizza un'ulteriore architettura di gusto medievalista. In questo caso, però, la facciata, caratterizzata dal grande portale a tutto sesto e dalle lesene a fasce bicolori, acquista un sapore più schiettamente neoromanico.
  • Salsomaggiore, Chiesa Parrocchiale di San Vitale, Giulio Ulisse Arata, 1914 - 1953

    Salsomaggiore, Chiesa Parrocchiale di San Vitale, Giulio Ulisse Arata, 1914 - 1953

    Autore: Giulio Ulisse Arata. La gestazione di questo progetto fu piuttosto lunga, dal primo progetto nel 1914 si arrivò solo nel 1953 alla costruzione dell'opera che non fu poi diretta da Arata ma dall'Ufficio tecnico comunale di Salsomaggiore Terme.
  • Piacenza, Cimitero monumentale, Giulio Ulisse Arata, 1916-1918

    Piacenza, Cimitero monumentale, Giulio Ulisse Arata, 1916-1918

    Autore: Giulio Ulisse Arata. Il progetto per il nuovo Cimitero monumentale di Piacenza fu avviato nel 1916-1917. Il tema portante è quello della ricerca di un ordine, di un principio compositivo che governi tutte le parti dell'impianto e che grazie all'utilizzo dello schema monumentale conferisce un "effetto scenografico" all'insieme.
  • Lido di Venezia, Tempio votivo, Giuseppe Torres, 1918-1937

    Lido di Venezia, Tempio votivo, Giuseppe Torres, 1918-1937

    Autore: Giuseppe Torres. Il proposito di costruire una chiesa votiva per propiziare le sorti dell'Italia in guerra viene formulato dal patriarca Pietro La Fontaine il 6 gennaio 1917. Un concorso bandito fra i progettisti veneziani non sortisce esito, mentre riceve favorevole accoglienza la proposta presentata successivamente da Giuseppe Torres per un edificio a pianta circolare a capienza variabile.
  • Locri (RC), Parrocchia di S. Caterina Vergine e Martire, Giuseppe Foderaro, 1923

    Locri (RC), Parrocchia di S. Caterina Vergine e Martire, Giuseppe Foderaro, 1923

    Autore: Giuseppe Foderaro. «Costituisce uno degli esempi più notevoli delle correnti architettoniche dell'epoca in Calabria. Nell'edificio a tre navate divise da pilastri dalla forma articolata, si raccolgono le istanze ad un retorico monumentale ispirato alle forme romanico-lombarde espresse principalmente nell'apparecchiatura decorativa delle facciate esterne». L'altare maggiore è realizzato in marmo bianco di Carrara ed è composto da tre gradini, base sagomata, pannelli laterali con riquadri in giallo Siena, due pilastrini composti di colonnette. Alpi e capitelli con ornati scolpiti e pannelli policromi.
  • Caulonia (RC), Parrocchia di S. Zaccaria, Giuseppe Foderaro, 1928

    Caulonia (RC), Parrocchia di S. Zaccaria, Giuseppe Foderaro, 1928

    Autore: Giuseppe Foderaro. La costruzione progettata comprende tre distinti corpi di fabbrica. Uno è quello della chiesa, ad una sola navata con un accenno di transetto ed il coro, col piano di pavimento a quota 6,00. L'altro comprende la sacrestia e la canonica, col pavimento alla medesima quota. Sotto, in un piano seminterrato, c'è una anticripta e una cappella in cripta il cui pavimento è a quota 1,00. Il terzo corpo di fabbrica è il campanile, con il piano di pavimento a quota 6,00 cioè allo stesso livello del piano di calpestio della chiesa. La chiesa è costituita da una navata di m. 23x10; il coro è composto di un primo corpo rettangolare e di un abside di raggio uguale a m 4,20.
  • Siderno (RC), Parrocchia di S. Maria di Portosalvo, Giuseppe Foderaro, 1928

    Siderno (RC), Parrocchia di S. Maria di Portosalvo, Giuseppe Foderaro, 1928

    Autore: Giuseppe Foderaro. La Chiesa ha pianta basilicale con tre navate progettata con ossatura in cemento armato secondo le norme tecniche dell'epoca, mancano il coro e le absidi stante la necessità di ricavare il massimo rendimento dell'area. Lateralmente sulla sinistra si è progettata, a metà del corpo delle navate, una Cappella sporgente nella piazzetta laterale. L'architettura dell'edificio si è ispirata a un primo rinascimento, la cui semplicità ben si è conciliata con criteri di parsimonia e di economia imposti dalle disposizioni governative.
  • Sabaudia (LT), Chiesa della Ss. Annunziata, Gino Cancellotti, 1933-1934

    Sabaudia (LT), Chiesa della Ss. Annunziata, Gino Cancellotti, 1933-1934

    Autore: Gino Cancellotti. La costruzione, posta a fondale di largo Giulio Cesare, asse viario perpendicolare a corso Vittorio Emanuele II, su cui si attestano edifici specialistici, rappresenta, assieme al Battistero, la Canonica, la Casa delle suore e l'asilo, il centro religioso-educativo dell'intera città.
  • Recoaro Terme (VI), Chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, Ferdinando Poggi, 1949

    Recoaro Terme (VI), Chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, Ferdinando Poggi, 1949

    Autore: Ferdinando Poggi. Ferdinando Poggi partecipa, senza successo, al concorso per l'edificazione della chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate in Recoaro Terme, inviando, nel maggio 1949, all'arcivescovo Giovanni Costantini, presidente della Pontificia commissione centrale d'arte sacra di Roma, una cartella contenente una relazione e sette disegni relativi al progetto di massima, come richiesto al bando di concorso.
  • Cagliari, Chiesa del Cristo Re, Giuliana Genta e Silvano Panzarasa, 1950-1963

    Cagliari, Chiesa del Cristo Re, Giuliana Genta e Silvano Panzarasa, 1950-1963

    Autori: Giuliana Genta e Silvano Panzarasa. Adalberto Libera segnalò per questo incarico i due giovani progettisti che aveva avuto modo di apprezzare all'Ina-casa. È in questo modo che prende forma uno dei progetti che Genta curerà per tutta la sua vita, comprese le modifiche che le sono state chieste nei tempi più recenti. Il progetto segue diverse stesure sino alla versione finale, più elegante e proporzionata nei rapporti.
  • Terni, Chiesa dell'Immacolata concezione, 1953

    Terni, Chiesa dell'Immacolata concezione, 1953

    Autore: Giuseppe Nicolosi. L'edificio, realizzato nel 1953, sorge nella zona industriale della città di Terni e fa parte dell'ampia produzione di edifici per il culto cristiano realizzati da Giuseppe Nicolosi. Il progetto, conforme alla poetica dell'autore, non concede nulla alla spettacolarizzazione del fatto architettonico e, insieme al coevo intervento per la chiesa parrocchiale di San Sabino presso Spoleto, segna il punto d'arrivo ad una piena maturità stilistica da parte dell'architetto.
  • Corte di Cadore (BL), Villaggio turistico Eni, Edoardo Gellner e Carlo Scarpa, 1954-1963

    Corte di Cadore (BL), Villaggio turistico Eni, Edoardo Gellner e Carlo Scarpa, 1954-1963

    Autore: Edoardo Gellner e Carlo Scarpa (per la chiesa). Il complesso edilizio sorge su una vasta area ai piedi del monte Antelao, nelle vicinanze del centro di Borca di Cadore e comprende oltre 270 abitazioni, una chiesa, una colonia, due alberghi e un campeggio. Realizzato grazie all'impulso di Enrico Mattei, il villaggio nasce come centro per le vacanze dei dipendenti Eni e costituisce per Gellner, che ha un ruolo fondamentale anche nella scelta dell'area, un formidabile laboratorio progettuale e tecnologico e una irripetibile occasione di confronto e integrazione con il paesaggio.
  • Firenzuola (FI), Chiesa di San Giovanni Battista, Edoardo Detti e Carlo Scarpa, 1956-1964

    Firenzuola (FI), Chiesa di San Giovanni Battista, Edoardo Detti e Carlo Scarpa, 1956-1964

    Autori: Edoardo Detti e Carlo Scarpa. Distrutta dai bombardamenti del 1944, la pieve di San Giovanni Battista fu ricostruita ex novo su progetto di Detti e Scarpa. I due elaborano numerose soluzioni, assai diverse tipologicamente e stilisticamente, che si definiscono e si articolano tra il 1956, data del primo progetto, ed il 1958, anno della versione definitiva, fortemente ridimensionata rispetto alle precedenti.
  • Bari, Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Santissimo Sacramento ed opere annesse nel rione Carrassi, Domenico Di Bari, 1958-1962.

    Bari, Chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Santissimo Sacramento ed opere annesse nel rione Carrassi, Domenico Di Bari, 1958-1962.

    Autore: Domenico Di Bari. La chiesa di Nostra Signora del Santissimo Sacramento, progettata nel 1958, sorge nel cuore del quartiere Carrassi, sul suolo che ospitava la prima cappella dedicata a N. S. del Santissimo Sacramento, eretta nel 1920 nel nuovo rione realizzato dopo l' espansione della città oltre la ferrovia.
  • Campi Bisenzio (FI), Chiesa di San Giovanni Battista, Giovanni Michelucci, 1960-1964

    Campi Bisenzio (FI), Chiesa di San Giovanni Battista, Giovanni Michelucci, 1960-1964

    Autore: Giovanni Michelucci. L'incarico per la realizzazione della chiesa di San Giovanni Battista viene affidato dalla Società Autostrade a Michelucci nel settembre del 1960. L'edificio sacro presenta un articolato impianto planimetrico, caratterizzato da tre diversi corpi giustapposti, distribuiti longitudinalmente secondo l'asse Est-Ovest: la galleria battesimale conclusa ad Ovest, dal corpo del battistero ad andamento curvilineo; il nartece o galleria delle città d'Italia, a pianta rettangolare; il corpo della chiesa vera e propria, con aula a croce latina articolata. La copertura a tenda in cemento armato precompresso, in corrispondenza dell'aula, raggiunge la massima altezza nel punto a cuspide, con ampia cesura e contrafforte di controventatura al di sopra dell'altare maggiore, mentre risulta assai più contenuta e meno articolata fino a diventare una semplice falda inclinata sopra la galleria delle città.
  • Bari, Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo ed opere annesse nel quartiere residenziale C.E.P, Domenico Di Bari, 1961-1967.

    Bari, Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo ed opere annesse nel quartiere residenziale C.E.P, Domenico Di Bari, 1961-1967.

    Autore: Domenico Di Bari. L'edificio sorge nel cuore del quartiere residenziale C.E.P. nuovo agglomerato urbano a circa sette chilometri dalla città di Bari. Il complesso parrocchiale, dedicato a san Paolo Apostolo, è stato progettato nel 1961 in collaborazione con l'architetto Gaetano Fano e l'ingegnere Angelo Baldassarre ed inaugurato nel giugno del 1967.
  • Collevalenza (PG), Santuario dell'Amore Misericordioso, Julio Lafuente, 1968

    Collevalenza (PG), Santuario dell'Amore Misericordioso, Julio Lafuente, 1968

    Autore: Julio Lafuente e Calogero Benedetti Sicuramente uno dei lavori più importanti e rappresentativi realizzato in seguito ad un primo contatto per la costruzione della Cappella. Già dall'impatto visivo è perfettamente comprensibile la quantità di lavoro preliminare, ogni elemento è stato disegnato, ogni cosa è stata curata dall'idea alla realizzazione, fino alla esecuzione delle casseformi. Il risultato è frutto della stretta e buona collaborazione fra progettista, l'impresa e straordinari capomastri.
  • Roma, Cappella del Pontificio Collegio Pio Brasiliano, Silvio Galizia 1962-1966

    Roma, Cappella del Pontificio Collegio Pio Brasiliano, Silvio Galizia 1962-1966

    Autore: Silvio Galizia. La progettazione della Cappella del Pontificio Collegio Pio Brasiliano, realizzata in via Aurelia n. 527 in zona Piazza S Giovanni Battista De la Salle a Roma, iniziò nei primi anni '60 su richiesta del Rettore del collegio che ambiva ad uno spazio liturgico moderno e adeguato al loro crescente prestigio.
  • Città del Vaticano, Aula delle udienze pontificie, Pier Luigi Nervi, 1963-1971

    Città del Vaticano, Aula delle udienze pontificie, Pier Luigi Nervi, 1963-1971

    Autore: Pier Luigi Nervi Il progetto è stato commissionato da Papa Paolo VI ed è stato realizzato dalla Società Ingg. Nervi & Bartoli. L'aula ha una pianta trapezoidale con una capienza di circa 6.300 posti a sedere, al netto dei corridoi di passaggio. Il progetto prevede la possibilità di eliminare posti a sedere, trasformando queste zone in settori con posti in piedi; la capienza dell'aula aumenta progressivamente fino a raggiungere un valore di circa 12.000 persone.
  • Bari, Chiesa parrocchiale di Maria Santissima Addolorata sulla via Giulio Petroni nel rione Casoria, Domenico Di Bari, 1967-1969

    Bari, Chiesa parrocchiale di Maria Santissima Addolorata sulla via Giulio Petroni nel rione Casoria, Domenico Di Bari, 1967-1969

    Autore: Domenico Di Bari. L'edificio, terminato nel 1969, sorge nel quartiere Poggiofranco in Bari, sulla via Giulio Petroni. E' costruito su di un suolo leggermente più alto del livello stradale e vi si accede mediante una scalinata che porta ad un ampio ballatoio - sagrato da cui si può entrare nella sala delle adunanze attraverso tre ingressi, uno centrale e due laterali La chiesa è stata realizzata di forma ellissoidale ottenendo così il massimo avvicinamento tra la parte presbiterale e quella occupata dall'assemblea.
  • San Vito d'Altivole (TV), Tomba monumentale Brion, Carlo Scarpa, 1968-[1978]

    San Vito d'Altivole (TV), Tomba monumentale Brion, Carlo Scarpa, 1968-[1978]

    Autore: Carlo Scarpa Collaboratori: Guido Pietropoli, Carlo Maschietto e Studio Porcinai La Tomba Brion nel cimitero di San Vito d'Altivole è stata progettata da Carlo Scarpa in collaborazione con Guido Pietropoli, Carlo Maschietto e lo Studio Porcinai di Firenze (progetto del verde). Il progetto è documentato dal 1969 alla fase di realizzazione che, iniziata nel 1970, si protrasse fino al 1978, anno della morte dell'autore. Il progetto fu commissionato da Onorina Brion per dare sepoltura al marito nel paese d'origine. Inizialmente l'intervento scarpiano doveva estendersi su un'area di 68 metri quadri, ma successivamente viene ampliato fino ad occupare un'area di oltre 2.000 metri quadri adiacente al vecchio cimitero, cambiando radicalmente la scala del progetto.
  • Modena, Cimitero di San Cataldo, Aldo Rossi, 1971-1976

    Modena, Cimitero di San Cataldo, Aldo Rossi, 1971-1976

    Autore: Aldo Rossi. Collaboratore: Gianni Braghieri. L'insieme degli edifici del complesso cimiteriale si configura come una città. La forma del cimitero è caratterizzata da percorsi rettilinei porticati, lungo i quali si sviluppano i loculi. I percorsi sono perimetrali e centrali e si svolgono sia al piano terra, sia ai piani superiori, sia interrati. Al piano interrato i loculi si sviluppano secondo un disegno reticolato che forma grandi corti. Ai lati delle corti sono collocate le deposizioni. Esternamente è chiusa da un muro con finestre.
  • Regione del Khumbu (Nepal), Monastero di Tengpoche, Valerio Sestini ed Enzo Somigli, 1974-1978

    Regione del Khumbu (Nepal), Monastero di Tengpoche, Valerio Sestini ed Enzo Somigli, 1974-1978

    Autori: Valerio Sestini ed Enzo Somigli. I rilievi del tempio di Tengpoche, nei pressi dell'Everest, furono effettuati durante la spedizioni nel Khumbu del 1974 e del 1978, dedicata all'architettura sherpa. Obiettivo fondamentale delle ricerche era di documentare tramite il rilievo grafico e fotografico le tradizioni architettoniche della regione, con particolare attenzione alle ricorrenze tipologiche e alle tecniche costruttive.
  • Valle del Khumbu (Nepal), Architettura sherpa. Ideogrammi interpretativi tracciati su mandala, Valerio Sestini ed Enzo Somigli, 1976

    Valle del Khumbu (Nepal), Architettura sherpa. Ideogrammi interpretativi tracciati su mandala, Valerio Sestini ed Enzo Somigli, 1976

    Autori: Valerio Sestini ed Enzo Somigli. I rilievi di questi elementi fanno parte della terza e quarta spedizione nazionale di Sestini nel Lohtse nel 1975. Dedicata alle architetture religiosa e ai chorten, struttura simile derivata dallo stupa a imitazione dalla tomba cupoliforme del Buddha. L'esperienza delle spedizioni effettuate nella regione himalayana convince Sestini della necessità di registrare quegli elementi che caratterizzano ulteriormente lo spazio architettonico e che individuano in modo più specifico le usanze locali di ciascun sito.